Michele Andreola- Auschwitz Memorial / Muzeum Auschwitz.

Giornata della Memoria 2018, Michele Andreola educatore (guida) di Auschwitz Memorial: non solo una scelta

Michele Andreola- Auschwitz Memorial / Muzeum Auschwitz.

Michele Andreola- Auschwitz Memorial / Muzeum Auschwitz.

Il 27 Gennaio ricorre la Giornata della Memoria, il giorno in cui vengono ricordate le vittime dell’Olocausto, del nazismo e fascismo. La data non è stata scelta a caso:  in quel giorno, nel 1945, veniva infatti liberato il campo di sterminio di Auschwitz. Per onorare questo giorno abbiamo scelto d’intervistare una persona, Michel Andreola,  che ha scelto di dedicarsi alla trasmissione di un ricordo che necessita di rimanere vivo, un uomo semplice che con il suo lavoro riesce a toccare il cuore di tutti coloro che hanno l’onore di conoscerlo. Michele Andreola ha origini italiane, è nato a Varese ma da circa 6 anni, dopo aver eseguito un percorso di studi e esami adeguati, ha conquistato il titolo di educatore e guida  al Museo Statale di Auschwitz Birkenau. La predisposizione a conoscere questa tragica pagina di storia e i suoi testimoni lo hanno spinto ad entrare in contatto con una realtà in cui il tempo si è fermato, Michele non racconta solo la cronologia di un evento storico, ogni volta ne vive gli eventi in modo talmente concreto che non si può far a meno d’ascoltarlo. Gli abbiamo fatto tre domande cercando d’evidenziare non solo l’aspetto umano  e non solo quello culturale e ci ha confermato la sua estrema disponibilità.

Diversamente da ogni altra guida racconti non solo i fatti storici del luogo ma l’importanza del “ricordo”. Si avverte nella tua esposizione il bisogno di rendere vivo e attuale ciò che è stato. E’ questo il tuo scopo, il tuo compito?

 

La visita in un luogo della Memoria, rappresenta la possibilità di vedere con i propri occhi ciò che l’essere umano e’ capace di fare ad altri esseri umani. Lo Shoah, non e’ avvenuto per caso, all’improvviso, oppure come si sente dire in maniera assurda per mano di uno o piu’ pazzi o dal diavolo, e’ avvenuto nel cuore della nostra Europa e ci sono stati molti segnali e motivi (tutti sbagliati e non condivisibili) che nel contesto storico di allora portarono a questo. Contesto storico che in alcuni aspetti e’ simile all’oggi, segnali che vanno compresi in quanto i fatti umani tendono a  ripetersi. La visita ai campi ci dà la certezza  di ciò che l’uomo e’ stato capace di fare  (lo vediamo) ma non ci spiega il perche’ l’ha fatto, da qui l’importanza di riuscire a trasformare la “Memoria emotiva” della visita in voglia di conoscenza. Spero sempre che ritornati a casa venga la voglia di aprire più libri di storia possibili al fine di comprendere segnali e motivi così da saperli riconoscere poi nel nostro presente. Un esempio: chiedo sempre dopo aver spiegato gli assurdi esperimenti di Mengele se era o meno un medico vero. Molte persone mi rispondo no. Ed invece lo era e con tanto di giuramento di Ippocrate! Chiederci quali motivi hanno spinto un medico vero non pazzo (le sue idee chiaramente si) ad arrivare a tanto è indispensabile. Dobbiamo interrogarci e trovare la risposta al fine di poter riconoscere nel presente eventuali nuovi Mengele così da poterli fermare in tempo. Per l’importanza del “Ricordo” è legata a la “Memoria dinamica” che deve servirci per il presente e futuro.

Tra i tanti visitatori ha mai trovato scetticismo e ostilità?

 

In chi vista il luogo trovo interesse e coinvolgimento. Molto dipende anche dalla preparazione delle persone. Certamente una cosa l’ho notata: la poca conoscenza della nostra storia. Non tanto i giovani quanto gli adulti spesso ignorano quasi totalmente il periodo fascista italiano, pochi conoscono le leggi razziali italiane e vedo stupore quando le ricordo così come quando ricordo la complicità’ italiana con il regime nazista. In generale c’è comunque un’estrema commozione, coinvolgimento e riflessione.

Hai consapevolezza di quanti sentimenti contrastanti i viaggi della memoria, in particolare la visita da te guidata suscitano nello stato d’animo dei visitatori? Si torna a casa decisamente diversi.

 

Dopo una visita ad Auschwitz ed in generale in un luogo della Memoria si torna a casa diversi perchè il luogo ci interroga, ci chiede di metterci in gioco. Dico sempre che la visita rappresenta solo il primo passo (mai il punto d’arrivo) di un percorso che deve proseguire ogni giorno nella nostra vita quotidiana. Ho sempre la paura che per alcuni la visita possa rappresentare un lavarsi la coscienza, il pericolo dell’ipocrisia e’ alto. Puo’ infatti risultare facile versare una lacrima per un passato tragico che non possiamo cambiare e poi rimanere indifferenti nel nostro presente dove invece possiamo ancora fare qualcosa. Il 27 gennaio di ogni anno con la “Giornata della Memoria” si ricordano le vittime del nazifascismo, penso sia importante ricordare in questa giornata anche tutte quelle persone che pur sapendo e vedendo cosa accadeva si sono girate dall’altra parte facendo finta di niente. Noi dobbiamo disegnare il nostro presente e futuro conoscendo il passato.



Laureata in giurisprudenza, appassionata di musica italiana e di letteratura. Mamma a tempo pieno, adoro scrivere e il web mi ha dato questa opportunità. Blogger per gioco, a poco a poco è diventato un lavoro gratificante e appagante. La moda, il gossip sono gli argomenti che prediligo in particolare con uno sguardo al passato e ai trend vintage.


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